Itinerario Sub

Sub_30x30Il turismo subacqueo nasce a partire dalla metà del XX° secolo in un contesto di importanti cambiamenti socio culturali. Tra questi si può annoverare la tendenza delle vacanze a divenire fenomeno di massa e lo sviluppo del progresso tecnologico, applicato altresì alle tecniche d’immersione.
La subacquea ha avuto negli ultimi anni, nel nostro paese, una crescita costante, con un continuo incremento di nuovi appassionati.
Si sono costituiti diversi consorzi di diving center con lo scopo di dare una risposta adeguata alle richieste dei turisti, ma anche garantire standard di sicurezza e qualità.
Il Turismo subacqueo è un turismo di nicchia che possiede grosse potenzialità di crescita ed è in grado, se opportunamente promosso, di diversificare l’offerta turistica regionale.
Negli ultimi anni una maggiore attenzione verso la tutela dell’habitat marino ha generato una crescita della domanda di escursionismo subacqueo dei fondali del nostro mare, fornendo anche la nascita di parchi marini.
Questa nuova sensibilità ambientalista deve essere però coniugata con lo sviluppo di un turismo subacqueo rispettoso del territorio e curato da personale professionalmente qualificato, in grado di far svolgere queste attività in tutta sicurezza.
L’itinerario prevede l’organizzazione di immersioni durante il periodo di permanenza, magnifiche e affascinanti salendo verso Nord per il Tirreno, partendo dall’Oasi WWF degli Scogli dell’Isca, passando attraverso le vaste praterie di Posidonia dell’isola di Cirella, per arrivare alle grotte misteriose dell’isola di Dino.
Nell’incantevole specchio di mare compreso tra Amantea e Belmonte Calabro affiorano i due scogli di Isca, gia’ noti ai tempi di Omero. Essi hanno dato il nome ad un’area protetta, istituita nel 1991 per volontà del locale WWF, l’Oasi blu degli Scogli di Isca, il cui simbolo era la cernia.
L’Oasi con L.R. n. 12 del 21 aprile 2008 è stata trasformata in Parco Marino Regionale.
L’Oasi blu prima ed il Parco Marino dopo, sono stati realizzati non solo allo scopo di preservare uno degli ambienti marini piu’ suggestivi della costa tirrenica, ma soprattutto con l’intenzione di far conoscere e rispettare la natura. Per questo scopo e’ stato istituito il Centro educazione ambientale marino, di Marina di Belmonte Calabro, che coordina anche gli interventi di soccorso ai cetacei e alle tartarughe. Nel Parco Marino e’ vietata la pesca e la navigazione a motore; è possibile invece praticare il seawatching, immergendosi con autorespiratori, accompagnati da guide. Si possono inoltre ammirare i bellissimi fondali senza bisogno di immergersi: il parco è infatti dotato di barche con chiglia trasparente in cui trovano posto i visitatori e la guida naturalistica.
Il Parco Marino Regionale “Scogli di Isca” è un tratto di mare prospiciente l’estremità meridionale della Catena Costiera, in provincia di Cosenza, compresa tra la città di Amantea con il castello, le torri e il sottostante centro storico e il paese di Belmonte Calabro con il centro storico incastonato sulla collina e il monumento dedicato a Michele Bianchi poco più sotto. I fondali del Parco Marino raggiungono la profondità massima di 25 metri. Anche se di piccola estensione, questo Parco Regionale racchiude un universo marino di grande interesse, ma soprattutto fa parte di quella piccola avanguardia di aree protette marine (la Regione Calabria ha istituito ben 5 Parchi Marini). L’incontro tra rocce sommerse e una distesa di sabbia, oltre alla tutela che vi è garantita, rendono la vita marina eccezionalmente ricca con ricci, spirografi, gorgonie, margherite di mare e paramuricee che vivono attaccate agli scogli multicolori tra cui si nascondono anche aragoste, polpi, scorfani rossi molto mimetici e si scoprono madrepore arancioni, stelle marine e, nelle tane in profondità, persino grandi cernie. Sulla sabbia cresce una vasta prateria di posidonia, vera e propria foresta sottomarina popolata da donzelle pavonine, saraghi, cefalotti dorati e occhiate, da branchi di castagnole e di salpe dai riflessi verdastri. Nella zona si avvistano anche interessanti cetacei come delfini e stenelle e la rara tartaruga marina. La costa dell’oasi, da cui si avvista in lontananza l’isola di Stromboli e in cui si trova la Torre Barbarie, del XV secolo, è frequentata da numerosi gabbiani reali e gabbiani comuni.
Ad un miglio da Isca si trova la secca della Limoncella, la cui sommità, a circa 15 metri dalla superficie, è un luogo di grande interesse per la fotografia subacquea: si possono infatti ammirare margherite di mare, madrepore arancioni, ricci e stelle marine.
Sugli scogli sostano gabbiani, ballerine di mare e talvolta anche aironi; inoltre nei periodi di migrazione è possibile osservare il passaggio dei delfini.
Si può effettuare un’immersione facile (18-32mt), è una piccola isola sommersa, non molto lontana dalla costa d’Amantea, ricca di spacche e tane che danno rifugio a cernie, gronchi, polpi e murene. Le pareti sono adornate da gorgonie che fanno da sfondo a branchi di ricciole, saraghi, barracuda e tanto altro pesce. La secca è spettacolare nelle immersioni notturne.

Il villaggio dei saraghi – Amantea – (immersione ricreativa 16-22mt) è un fondale formato da tre scogli sommersi, non distanti tra di loro, che vanno da una profondità di 16 mt fino a raggiungere  max i 22 mt;  raggiunto il punto d’immersione e gettata l’ancora si scende lungo cima nel blu per raggiungere il fondale dove troveremo a darci il benvenuto famiglie di saraghi, nuvolette di castagnole, cernie, polpi, murene e altre meraviglie.

Nella località di Paola, si può effettuare un’immersione facile (27-33mt) per osservare la statua in bronzo raffigurante il Santo protettore della gente di mare. Fu inabissata nel Novembre del 2007, in occasione del Cinquecentario della morte del Santo. E’ posta ad una profondità di circa 27 mt fino ad arrivare a circa 33 mt. Durante la discesa, lungo cima, è possibile incontrare piccoli pesci balestra che giocano vicino alle boe poste intorno ai 10/12 mt; proseguendo ricciole distratte incrociano la discesa dei sub fino ad arrivare nei pressi della Statua, dove saraghi curiosi danno il benvenuto. Sotto la base, sulla quale è adagiata, alcuni polpi hanno scavato la loro tana dalla quale si affacciano come spettatori delle visite.

L’Isola di Dino e’ una piccola isola, posta di fronte all’abitato di Praia a Mare. Le immersioni sono molte e variano come tipologia: per gli appassionati di relitti a Scalea, per i fotografi e i biologi il frontone che dà a Ovest, per gli speleosub le grotte, tra cui la celeberrima grotta Dino che prende il nome dall’isola stessa.
Il centro subacqueo DINOSUB nasce nel 1979; ha una capacità ricettiva, in alta stagione, di circa 70 subacquei al giorno che vengo suddivisi nelle immersioni in gruppi di 6, rigorosamente con guida  in acqua. Si effettuano 3 uscite al giorno. A richiesta si effettuano anche immersioni notturne.
Gli itinerari subacquei sono 10 e vengono organizzati a seconda del grado di esperienza dei partecipanti.

La subacquea dei relitti
Da sempre regno dei subacquei più esigenti, per la varietà e la bellezza dei suoi fondali e per l’ineguagliabile qualità dell’acqua ed anche per le eccezionali condizioni atmosferiche e ambientali, la Calabria offre ora un ventaglio di opportunità di soggiorno, di svago e di avventura irripetibili: lo scandaglio personalizzato dei relitti di navi che da sessant’anni punteggiano questo tratto di mare e che formano, nell’insieme, un immenso museo sommerso.
Durante la II guerra mondiale, sulle coste calabresi, affondarono 150 navi, di cui grazie ad un team di subacquei volontari sono stati individuati 40 relitti, effettuando un’esplorazione non solo dall’esterno, lungo i fondali marini, ma anche negli interni delle navi. Ciascuno di questi relitti, essendo trascorsi diversi anni dall’affondamento, costituisce una vera e propria oasi naturalistica che ospita colonie di flora e fauna marina.
Appassionati ed esperti avranno di che soddisfare curiosità e desiderio di studi. E’ infatti notevole il contributo che questo patrimonio sommerso offre alla ricerca storica del secondo conflitto mondiale, per la ricchezza di informazioni tecniche, storiche, militari e culturali che ciascun relitto racchiude. Ogni nave una storia, su ogni nave mille storie, mille avventure catapultate in un evento che ha scosso e poi sconvolto la storia del mondo.
Ma è altrettanto interessante notare l’apporto che i relitti forniscono al patrimonio biologico. Avvolto dal mare in ogni suo anfratto, il relitto, per così dire, rinasce e contribuisce allo sviluppo di nuove forme di vita.
Un’esperienza unica lasciarsi cullare dalle onde ed osservare le immense praterie di Posidonia Oceanica, abitate da simpatici pesci multicolori, che fanno capolino dai ribelli e verdi ciuffi.
In località Fiumefreddo, è possibile effettuare un’immersione Tecnica, Difficile, (60-75mt).
Il relitto HENRY DESPREZ è una petroliera costruita nel 1932 presso i Cantieri Burmeister & Wain di Copenaghen per la compagnia Auxiliaire de Navigation di Parigi. Dopo circa 9 anni dal suo varo, durante la II guerra mondiale, venne requisita dai Tedeschi nel porto di Tolone e ribattezzata TRAPEZ IV; servì la Marina Militare Tedesca solo per 2 anni, fino a quando, nel giugno del 1943, un sommergibile Britannico, l’HMS UNRUFFLED, le lanciò contro 3 siluri  provocandone l’affondamento. Il relitto giace su un fondale di 75 mt in perfetto assetto di navigazione, e con una buona visibilità, intorno ai 60 mt, è possibile vedere i castelli di comando.
All’interno della petroliera si possono ammirare la bussola, la stanza del capitano, i manometri e altro. A fare da contorno si trovano ricciole, castagnole, cernie di generose dimensioni e a volte aquile di mare. Data la sua grandezza, è infatti  lunga circa 150 mt, non è possibile vederla in una sola immersione.
E’ il fascino degli abissi, di un mondo tutto da scoprire ad attirare un numero sempre crescente di turisti nei diving center che ha portato negli ultimi anni alla nascita di tour operator e agenzie specializzate. Se da un lato, gli italiani sembrano appassionarsi sempre di più a questa forma di vacanza, dall’altro, sul territorio nazionale, il tipo di organizzazione è ancora “fai da te”.