Itinerario Enogastronomico

“Alici e pomodori”
EnoGastronomico_30x30Il turismo legato all’enogastronomia è una specifica e rilevante componente dell’offerta turistica italiana. La cultura della “buona tavola”, che si manifesta attraverso la genuinità e le delizie della cucina tipica, orgoglio e vanto delle tradizioni locali, unitamente all’accoglienza di una popolazione ospitale, può rappresentare un fattore determinante per lo sviluppo dell’economia regionale e un efficace attrattore di turisti, anche nei periodi di bassa stagione. L’affermarsi del turismo enogastronomico è complementare allo sviluppo della produzione alimentare di qualità, contribuendo alla crescita della ristorazione e degli esercizi commerciali specializzati, all’incremento dell’attività ricettiva rurale, alla proliferazione di appuntamenti a carattere enogastronomico quali fiere, saloni, simposi, iniziative tematiche che costituiscono, nel loro insieme, il “volano” dello sviluppo di questo particolare “segmento”.
In questo contesto, il cosiddetto “turismo rurale” costituisce un fattore importante per la crescita del settore. In particolare, gli agriturismi rappresentano dei presidi di valorizzazione del territorio,
Salvaguardare l’autenticità della “tavola”, significa anche immetterla nei circuiti culturali del territorio realizzando una sinergia tra cibo, tradizioni, storia e arte. Alcune tipologie di turismo enogastronomico rievocano le antiche tradizioni conviviali e culinarie, come “banchetti medievali” e “tavole rinascimentali”;
La qualità del territorio è, quindi, il fattore principale nella scelta della meta di viaggio. Il forte legame tra identità territoriale e prodotti della filiera enogastronomica diventa così un fattore caratterizzante dell’offerta turistica, trasformandosi in un valido strumento di promozione.
L’offerta enogastronomica può essere integrata con altri servizi turistici, dal mare, partecipazione ad eventi a secondo del periodo di soggiorno, visite a musei e monumenti di pregio.
A San Pietro in Amantea e nei paesi vicini della costa Tirrenica cosentina la cucina è costituita da piatti semplici e gustosi che aprono una dicotomia tra la cultura marinara e quella più tradizionalmente paesana, proveniente dalla terra. Entrambe esprimono la tipicità dei luoghi cui appartengono attraverso i loro prodotti.
A San Pietro c’è l’Agriturismo U casinu da scala che prepara un super antipasto (salumi, formaggi, polpette di melanzane, melanzane fritte, pitticelle, crocchette di patate, giardiniera di zucchine, olive, Bruschette ecc), le tagliatelle ai funghi, la bistecca di maiale o l’agnello con patate al forno, tutti prodotti locali e genuini.
Buono e gustoso l’olio del Frantoio Magnone, località Gallo in San Pietro in Amantea Cosenza, ottenuto con le olive raccolte in località “Ritorto” di San Pietro in Amantea.
Amantea è famosa per il suo dolce tipico, il Buccunotto, dolciume a forma di barchetta ripieno di cioccolata, spezie ed altri ingredienti che per tradizione rimangono segreti delle massaie e delle pasticcerie che lo producono. Il Bocconotto di Amantea ha una forma ovaleggiante con l’esterno in pasta frolla ricoperta da zucchero a velo con un ripieno di cioccolato, mandorle tostate tritate, zucchero, cannella e chiodi di garofano. Da qualche anno, un giovane imprenditore di Amantea, ha creato il Bocconotto gelato, trasportando gusto e forma nel gelato stesso.
Tra le produzioni di nicchia rinomata è la trasformazione dei Fichi Secchi farciti, che gli artigiani locali hanno saputo anche esportare oltreoceano. al cioccolato nero e bianco e in altre ricette della tradizione.
Il fico dottato è un altro prodotto d’eccellenza della nostra Regione. Certificato D.O.P da qualche anno, ha la buccia chiara, pochi semi, essicca facilmente senza perdere morbidezza. Si può gustare già dai primi caldi e ripropone il suo gusto mielato in una seconda fioritura ad agosto/settembre.
Il pomodoro di Belmonte, rappresenta una ricchezza nel panorama gastronomico italiano, sembra che questa pianta sia stata importata da un belmontese dall’America agli inizi del secolo scorso. Il frutto presenta una buccia sottile, la polpa piena e croccante, il gusto dolce, il colore verde con sfumature rosate poi diventa rosso con la maturazione. Questa varietà è denominata anche cuore di bue per la sua forma caratteristica e pesa in media 400 grammi. L’abbinamento è ottimo con la cipolla rossa dolce (tipo Tropea) ma anche con le provole fresche locali e con il pescato di paranza.
La zona di produzione della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP comprende, i terreni idonei ricadenti nei seguenti comuni calabresi, della provincia di Cosenza: parte dei comuni di Fiumefreddo, Longobardi, Serra d’Aiello, Belmonte, Amantea.
Una delle tradizioni dell’area sono le alici salate, la cui produzione costituisce un naturale sbocco al pescato locale, attraverso la conservazione mediante salatura, molto importante è anche la Lavorazione dei Pesci quali: alici, sarde e la neonata “rosamarina”, che vengono preparate da aziende locali e da privati seguendo scrupolosamente le ricette tramandate dai vecchi pescatori.
L’itinerario enogastronomico si intreccia con le testimonianze dell’arte bizantina e normanna.
Il Castello di Amantea, situato sulla sommità dello sperone roccioso che domina l’abitato, è stato edificato verso la fine del secolo XIII, più volte restaurato e ampliato. Presentava un impianto a base quadrilatera, con due lati a picco sui dirupi e gli altri due circondati da un fossato, il cui attraversamento era reso possibile da un ponte in muratura. Dell’antica struttura rimangono solo alcuni resti: un rudere di torre cilindrica, la cui costruzione può farsi risalire ad epoca sveva, un tratto di cortina e un pezzo di bastione. Possiede quattro torri angolari di cui la più antica è quella circolare a base scarpata. Le prime opere difensive risalgono al periodo arabo.
E’ interessante visitare il Castello Svevo di Belmonte, costruito nel 1207, dimora delle famiglie feudali che si sono succedute nel tempo. Tra le mura del Castello visse nel XVI secolo il poeta petrarchista Galeazzo di Tarsia, che a Belmonte compose le sue rime, quasi tutte dedicate alla sua amata, prematuramente scomparsa,e più volte ricordata nelle sue opere nonché alle amenità dei luoghi che ancora oggi sono facilmente riscontrabili ed offrono al visitatore attento intense e incancellabili emozioni.
Il Castello di Cleto ha un’origine antica, le due sponde del Savuto e del Torbido cosentino segnarono e segnano tuttora i suoi confini naturali. I normanni costruirono l’abitato lungo le pendici del monte Sant’Angelo alla cui cima edificarono un castello che domina la valle fino al mare. Del castello colpiscono due torri maestose cilindriche: la prima destinata alla difesa, sorvegliava a sinistra il ponte levatoio; la seconda divisa in due era destinata alla difesa, la parte superiore, mentre la parte inferiore ad abitazione del barone. Negli anni quaranta è stata rinvenuta, sigillata e murata nella torre, una pergamena in cui si narrava la vita del castello e la potestà incontrollata del Barone.